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Lo stemma Araldico degli Estensi e sue evoluzioni.

Nelle ricerche sulle origini storiche di certe famiglie nobili o facoltose, spesso troviamo che taluni ricercatori, per compiacere ai loro mecenati ed impreziosire il loro lavoro, ricorrevano ad origini fantastiche e addirittura divine. Così non è per la Casa d'Este, sebbene alcuni storici con le loro origini arrivino a tempi remotissimi, fino all'età di Carlo Magno (vedi il Frizzi ed il Chiappini). Si risalirebbe ai Conti Bonifazio I e Bonifazio II , signori in Lucchesia, ad Adalberto I verso l'anno Mille, in Toscana, poi ad Alberto Azzo, che si imparenta con famiglie di Baviera. Un Alberto, si stabilisce nei basso mantovano, con fondi un po’ dovunque: a Cerro, Este, Montagnana, Monselice e nel Polesine. Nel 1200 la Famiglia degli Estensi, già conosciuta e molto influente, si stabili a Ferrara, dove costruì un castello turrito con difese per se e sudditi.

Lo stemma Estense nel  1239
Lo stemma nel 1239.

Nel 1239 la famiglia Este è già blasonata e con stemma proprio: Aquila in argento ali spiegate, la testa rivolta sinistra su scudo in campo azzurro. Nel 1368 Niccolò II°, Conte d'Este e di Ferrara, districandosi con molta diplomazia ed abilità tra Chiesa ed Imperatore, impegnati in una lunga e sanguinosa lotta per le Investiture, ma parteggiando per il Papato, ottiene come premio della sua Fedeltà, il titolo di Marchese d’Este e di Ferrara e la possibilità di ostentare sul Gonfalone il motto "Defensor Ecclesiae".

Lo stemma Estense nel 1410
Lo stemma nel 1410.

Nel 1410 il Marchese Niccolò III d'Este, per meriti acquisiti come alleato in guerra, ottiene dal Re di Francia Carlo VII il privilegio di fregiare il proprio stemma con "tre gigli regali in campo azzurro, su scudo bordato dentellato d’argento".

Nel 1452 l’Imperatore di Germania Federico III, avendo sostato, sia mentre si recava a Roma dal Papa, sia al ritorno, presso la corte del Marchese Borso d'Este a Ferrara ed incontrato un'accoglienza senza pari, per dimostrargli la sua gratitudine, lo insignì del titolo di Duca di Modena e Reggio, concedendogli pure il privilegio di fregiare lo stemma con "Due aquile imperiali bicipiti nere in campo oro”. Ecco come appariva io stemma, ripartito in quattro figure (in alto a sinistra dì chi guarda) “tre gigli d’argento, in campo azzurro, con bordo dentellato d’argento; a destra: l’aquila nera imperiale bicipite in campo d’oro; sotto a sinistra: l’aquila imperiale bicipite, ma divisa in senso longitudinale per metà color argento in campo azzurro e l’altra metà nera in campo oro (raffigurante la contea di Rovigo, Adria, Comacchio, Argenta e S. Alberto); infine a destra: ancora tre gigli d’argento in campo azzurro.

 

 

Lo stemma Estense nel  1472
Lo stemma nel 1472..

 

Nel 1471 Papa Pio III invitava a Roma il Marchese Borso d’Este per investirlo del titolo di Duca di Ferrara e della Romandiola. Fu durante questo lungo viaggio che Borso sostò con il suo grande seguito nella città di Lugo il 13 e 14 marzo 1471, accolto con tutti gli onori, con luminarie, palii, corse, e danze dalla sudditanza lughese, (festa che oggi riproponiamo in occasione del Palio).

Nel 1472, alla morte di Borso, il figlio Ercole I ottenne dal Papa il rinnovo dell’investitura su Ferrara e sulle altre terre di Romagna ed ottenne pure di poter fregiare lo stemma Estense delle Chiavi pontificie o di San Pietro, come “defensor fidei” e del triregno, come Vicario del Territorio della Chiesa.
Tale stemma fu conservato per lunghi anni; ma nel 1510, essendo sorta una contesa fra il Re di Francia ed il Papa Giulio III, trovò coinvolto coi veneziani anche il Duca Alfonso I d’Este, però alleato dei francesi; il territorio ferrarese e tutta la Romagna furono teatro di guerra, invase dalle truppe papali del Duca Valentino.
Alfonso d'Este, accusato di ingratitudine e di tradimento, venne dal Papa scomunicato, decaduto ogni suo diritto e privilegio su Ferrara e la Romandiola (in enfiteusi dalla Chiesa), privato del titolo dì Duca e del Gonfalone della Chiesa (che fu ceduto al Duca di Mantova). Tuttavia gli Estensi, dopo la morte del Papa Giulio III riavuto il perdono da Roma ritornarono padroni di Ferrara e della Romagna ferrarese; ma alla morte di Alfonso III d'Este, senza eredi legittimi, perduto il diritto alla successione, gli estensi si videro detronizzati ed obbligati a lasciare Ferrara e la Romagna per sempre. Il 1597 segnò dunque la fine del dominio Estense ed il ritorno di queste terre alla Chiesa.

Tratto da l'Eco della Contesa,
di Stefano Staffa.


Bibliografia:

A. Frizzi – Memorie e storia di Ferrara; Servadio, 1848.
L. Chiappini - Gli Estensi, Dall'Oglio, 1967.

link di approfondimento:

Heraldique Eupeenne: Sito in lingua francese che propone una vasta documentazione araldica. Selezionando il link potrete vedere una cronologia simile a quella che vi abbiamo proposto.

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