S. Ilaro o Ellero, Abate
di Galeata, nacque in Tuscia (o Toscana romagnola)
nel 476. A dodici anni decise di dedicare la
sua vita interamente alla vita ascetica religiosa e
si ritirò a vita solitaria. Lasciò la casa paterna,
si inoltrò sull'Appennino e scelse per propria dimora
un monte sopra Galeata. In quel luogo costruì in tre
anni una cappella per pregare e, sotto di essa, una
spelonca dove alloggiare, procurandosi il vitto col
proprio lavoro. A vent'anni passò dalla vita eremitica
a quello cenobitica, avendo raccolto attorno a sé diversi
adepti, giovani monaci coi quali si impose delle "regole"
strettissime da rispettare e osservare: preghiera, digiuno,
lavoro dei campi, carità.
L'Abate S.Ilaro, vissuto e quasi coetaneo
del Re Ostrogoto Teodorico, ebbe anche modo di conoscere
personalmente il sovrano. Anzi, dopo un primo incontro-scontro
coi monaci, per motivi a noi sconosciuti, Teodorico,
mentre marciava coi suoi soldati cavalcando un bianco
cavallo, per cacciare i frati dall'eremo, si trovò di
fronte l'Abate Ilaro benedicente, davanti al quale l'animale
miracolosamente si inchinò. In seguito a questo evento
miracoloso il Re goto strinse con i frati rapporti di
vera amicizia, donando loro beni e terreni posti nei
dintorni. L'Abate percorse buona parte della Romagna
per predicare il verbo di cristo, e sostò anche
nel piccolo borgo di Lugo, che sorgeva nel fondo Stiliano.
S. Ilaro morì nel 558, all'età di 83anni.
Chiesa del Carmine
I luoghi di culto nel lughese.
Il Santo è protettore della città
di Lugo, dove rimase per un certo tempo a predicare.
Afferma lo storico Bonoli nella sua Storia di Lugo:
"In vicinanza di Lugo, nel Fondo detto Stiliano, fabbricarono
gli antichi lughesi una Chiesa d'onesta grandezza, dedicata
al Santo Ilaro Abate di Galliata, protettor loro.".
Il primo documento riguardante la Chiesa e la
Massa di S. Ilaro in Stigliano (o Stiliano) risale al
980, ma il fatto che tali luoghi fossero già
noti indica una loro preesistenza.
Durante i secoli, calamità, alluvioni,
allagamenti della zona, dovuti alle frequenti rotte
dei fiumi Santerno e Senio, obbligarono monaci e residenti
ad abbandonare il sito malsano "divenuto invivibile
vieppiù dai pericoli cui era esposto, per le continue
scorrerie di armati e delinquenti, inoltre lontano dal
luogo fortificato" (Soriani). Fu così che la Cappellania
di S. Ilaro in Stiliano si trasferì, con tutte le reliquie,
nella Chiesa di S. Maria del Trivio o Trebbo,
di recente costruzione, alla quale venne aggiunto il
titolo "e di S. Ilaro".
La Chiesa del Fondo Stiliano rimase
a lungo abbandonata, poi fu affidata ai Padri Carmelitani
che la tennero per diversi anni, fino a quando i continui
saccheggi non li obbligarono a lasciarla definitivamente
a favore di un luogo più protetto, a due passi dalla
cittadella (la zona della Chiesa del Carmine). Sulle
fondamenta di quella prima Chiesa verrà eretta l'attuale
Chiesa del Carmine, su disegno dell'Arch. Ambrogio Petrocchi,
inaugurata nel 1772, con annesso Convento. Qui i Padri
Carmelitani sono stati, anche in momenti difficili,
fedeli custodi del busto argenteo di S. Ilaro,
protettore della città.
Il busto di S.Ilaro
La festa del patrono.
Il 15 maggio di ogni anno ha
luogo a Lugo la festa del Santo, come da antica consetudine.
Unapergamena
del 1484 (Archivio P. P. Carmelitani) narra, per
l'occasione, di una "festa solenne, presenti
il Governatore della città, Gonfalone, processione,
addobbi, baldacchini, drappi, fiori, luminarie e, nella
sera spari e botti, musiche, danze e giochi.". Quale
migliore occasione, dunque, per festeggiare anche noi
il patrono di lugo col Palio della Caveja.