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L'impegno che da sempre mi incombe
è quello di dare voce ai bisogni e agli entusiasmi del
nostro Rione, un rione che si impegna ogni giorno per
arrivare comunque al Palio e avventurarsi nelle manifestazioni
successive con la stoffa del protagonista. Farci conoscere
meglio dai nostri rionali, dal nostro quartiere, dalla
nostra città, è un imperativo morale ineludibile: dobbiamo
far vedere chi siamo, dove vogliamo arrivare e, soprattutto,
cosa possiamo fare. Perché oggi, grazie agli eccellenti
collaboratori e consiglieri, la nostra organizzazione
può creare una struttura molto competitiva e dalle fondamenta
solide. Le persone che si sono rese sempre più disponibili,
e che io ringrazio vivamente, hanno già dato al Rione
Madonna delle Stuoie un'impronta di cambiamento e di
qualità (basti leggere, più avanti, del rinnovo della
sede o delle numerose manifestazioni a cui siamo chiamati),
offrendo un potenziale in crescita sia a livello dirigenziale
che operativo. Siamo pronti ad affrontare il palio del
2001, certi di ottenere anche quest'anno alcune importanti
soddisfazioni. Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare
tutti quelli che, ogni giorno, pensano e realizzano
nuovi modelli per i costumi; i musici, indispensabile
contributo in tutte le manifestazioni; gli sbandieratori
che, pur in difficoltà, non smettono mai di lottare;
i tiratori, impegnati a difendere la Caveja e, con lei,
il prestigio del Rione; i nostri "mercanti"
che, durante le manifestazioni, si adoperano per rallegrare
le piazze di tutta Italia; i soci tutti, che contribuiscono
alla crescita del nostro Rione. Vorrei che tutte queste
persone, unite sotto la bandiera rossoblu, sappiano
guardare bene e valutare i veri amici, perché credo
fermamente che l'impresa-rione debba essere prima di
tutto un modello di amicizia. Dobbiamo affrontare i
pubblici più disparati e dar loro risposte positive
sui nostri bisogni o sulle nostre scelte. Certo, non
pretendiamo di incontrare il favore di tutti, ma ci
auspichiamo che il nostro impegno possa dimostrare,
coi fatti, di aver intrapreso la strada giusta, quella
che ci condurrà con successo nel Terzo Millennio. Facciamo
in modo, quindi, che il nostro Rione possa essere uno
strumento adeguato per contribuire e superare certe
situazioni di crisi che stiamo attraversando. Senza
dimenticare che, per raggiungere questo obiettivo, non
basta l'impegno di pochi: occorre ampliare la partecipazione
e aprire le porte ai giovani. Sono loro, gli adulti
di domani, i primi a cui far sentire cosa si muove dentro
al Rione, affinché lo spirito di amicizia e di collaborazione
che anima tutti noi possa essere anche il loro.
Il Capo Rione Renzo Marzari
LA
NOSTRA SEDE
È risorta la sede del Rione Malle Stuoie.
Dopo un'accurata imbiancata da parte
dei nostri ragazzi, ci si è messi di impegno
per rendere la sede, sita in Piazzale Gubbio 31, un
ufficio funzionale e un luogo di ritrovo caldo e confortevole.
Con l'arrivo di nuovi armadi, è stato
possibile archiviare per anno e categorie tutta la documentazione
inerente al Palio estense e alle varie uscite, nonché
le splendide foto, testimonianze delle molte occasioni
di incontro. È nata così una piccola biblioteca arricchita
da documenti storici su mercati medievali, abiti e attrezzature
dell'epoca, in modo da tenerci sempre più aggiornati
ed apparire più realistici nelle nostre esibizioni.
Si è poi provveduto all'acquisto di un nuovo computer,
per agevolare il Consiglio Direttivo nell'archiviazione
dei dati. Sono sorti così un sito Internet (www.madonnadellestuoie.it)
e una casella di posta elettronica (stuoie@libero.it),
ma per i meno attrezzati dal punto di vista informatico
esistono anche un telefono e un fax, rispondenti entrambi
al numero 0545 31442.
Infine, per rendere ancora più famigliare
e più bello il locale, sono state appese al muro molte
foto in costume riferite a Palii e vittorie del passato,
per ricordarci in ogni attimo che il gallo ha cantato,
canta e canterà sempre.
Nicoletta Ferri
È
TEMPO DI WEB
Se vi piace l'informatica in genere,
avrete avuto anche voi la sensazione che il tempo,
all'interno di questo mondo, viaggi ad una velocità
maggiore. Se, per esempio, acquistate un computer oggi,
state pur certi che tra un anno ne saranno usciti di
molto più potenti, e lo stesso si può dire per tutto
quello che vi orbita attorno, come ad esempio i programmi
o le pagine pubblicate su Internet: non a caso, gli
esperti del settore definiscono un anno web pari a tre
mesi del calendario solare. Non vi stupisca, perciò,
che il sito rionale pubblicato nel 1999, praticamente
ieri, possa essere già ora considerato vecchio. Il
tempo trascorso da allora ci ha messo a disposizione
diversi strumenti, oggi facilmente utilizzabili, come
ad esempio, invece del vecchio http://utenti.tripod.it/stuoie_lugo,
un indirizzo più facile da ricordare: www.rionemadonnadellestuoie.it
(ad un prezzo più che accettabile). Benché le idee per
i nuovi argomenti da trattare si siano subito accavallate
le une alle altre, noi preferiamo muovere un passo alla
volta, cominciando a rendere più navigabile il sito
già esistente, che nei concetti espressi è comunque
tuttora attuale. Poi, con il tempo, lo
arricchiremo, aggiornandolo con spunti sempre più interessanti
e pubblicando le date di tutti gli appuntamenti che
ci vedono impegnati, a partire dal programma del prossimo
Palio.
Al momento, Madonna delle Stuoie vanta
un primato speciale, dato che è l'unico Rione lughese
a gestire questa semplice tecnologia: forse non è fondamentale,
ma perché lasciarsi sfuggire questa occasione? Coraggio,
ragazzi! Chi ha tempo non aspetti tempo.
Marica
Savioli e
Gian Luca Trioschi
SAN MARINO,
IL DESIDERIO SI AVVERA!
Ricordi personali di un'esperienza
indimenticabile
Ogni anno, nel periodo estivo, precisamente
a metà luglio, meta privilegiata di migliaia e migliaia
di turisti sono le Feste Medievali a San Marino. Salire
sul Monte Titano in questo periodo significa poter respirare
la cosiddetta "aria da Medioevo", equivale
a vivere l'atmosfera di quei tempi: spettacoli e rappresentazioni
rigorosamente in costume animano ogni più piccolo spazio.
Tutte le volte che, tra i tanti turisti, c'eravamo anche
noi ragazzi del Rione, pensavamo: "Come sarebbe
bello fare un mercatino qui, ci pensate?!". Tutti
custodivamo nel cuore questo grande desiderio, che coltivavamo
con entusiasmo ma che, nonostante tutto, rimaneva sempre
irrealizzato. Ma poi è giunto il 2000, anno di grandi
innovazioni e di numerose manifestazioni. Come sempre,
anche durante questo anno, il nostro amato Rione ha
girovagato per l'Italia, dalle Alpi, ahimè piovose,
alla pianura, dimostrando la consueta abilità e buona
volontà e varcando, udite udite, il confine!!! Il desiderio
si è avverato! Il regista che organizza le straordinarie
feste medievali sammarinesi non solo ha voluto il nostro
mercatino di Porta Nuova (noi accanto a quelli del Ponte
di Ravenna, rinomatissimo gruppo storico specializzato
in mercati medioevali. roba da non credere!), ma ha
dedicato l'intera giornata del 19 luglio scorso al Palio
della Caveja di Lugo, invitando anche il Rione Cento,
il Rione Brozzi e il Rione Ghetto. Per l'occasione,
noi di Stuoie abbiamo impiegato tutte le nostre forze:
dalle solite 30/40 persone del mercato al gruppo storico
con chiarine, tamburini e sbandieratori, dai fortissimi
tiratori più in forma che mai ai nobili costumanti,
senza dimenticare neppure gli animali, che fanno spesso
da contorno per il divertimento dei bambini. Insomma,
c'eravamo proprio tutti! A prima vista, pareva un impegno
troppo grande, quasi insormontabile, ma poi, con infinita
pazienza, molti incontri e soprattutto un'enorme dose
di buona volontà, siamo riusciti a portare a termine,
e con successo, il nostro incarico.
Quando ci eravamo messi a tavolino
per discutere di questa uscita, le perplessità erano
state tante: ci spaventava soprattutto l'idea di doverci
confrontare con registi di fama mondiale, organizzatori
di eventi speciali in tutto il mondo, persone come lo
straordinario Rob Budde, con cui il nostro Direttore
Tecnico, Andrea Staffa, era in contatto. Dopo alcune
contrattazioni, il Rione Stuoie aveva deciso di partecipare
e Andrea, con Giancarlo, Massimo e Fabio, avevano fatto
anche alcuni sopralluoghi direttamente a San Marino
per studiare come sistemare il mercatino, in quali luoghi
collocare le bancarelle, che caratteristiche avevano
gli stessi (ventilati, al sole, ecc.).
Nel frattempo, anche al Rione, tutti
ci eravamo messi in movimento, distribuendo a ogni persona
il proprio compito: alcuni dovevano sistemare le bancarelle,
altri acquistare la cera, altri ancora il vino. Verso
gli ultimi giorni, la tensione era veramente tanta.
L'avventura è partita il 18 luglio, martedì sera, quando
alcuni di noi (Andrea, Giancarlo, Massimo, Reggi, Ottavia,
Lisa, Barbara e Nicoletta) sono partiti dalla sede con
il furgone carico, non solo per godersi la splendida
notte sammarinese, ma soprattutto per essere pronti,
la mattina presto, quando tutti a S. Marino dormivano
ancora ignari, a montare le bancarelle del mercatino
entro le 8, altrimenti non sarebbe più stato possibile,
una volta aperti i negozi, passare per le piccolissime
viuzze del centro.
Il 19, data della manifestazione, la
giornata non si preannunciava certo delle più tranquille:
sveglia alle 6, colazione fugace e neppure troppo abbondante
(1 pastina confezionata e 1 the in barattolo) e via,
al lavoro!!!
Abbiamo raggiunto la piazza da allestire
a mercato, scaricato il furgone, distribuito le bancarelle
nello spazio a nostra disposizione, poi le due responsabili
dei costumi (noi due, N.d.A.) sono scese nel teatro
a sistemare i costumi, nell'attesa che arrivasse il
resto del gruppo. Su e giù per la stessa stradina, più
o meno una sessantina di volte: una bella ginnastica
per le gambe, vi assicuriamo, tanto da ubriacarci di
fatica!
Da metà mattinata in poi sono arrivati
i rinforzi. Verso le 10, si è sentito in lontananza
il raglio di un'asina impaziente sovrastata dal bofonchiare
di un vecchio camioncino rosso, guidato dagli insuperabili
papà Staffa e Ivo Melandri, improvvisatisi, per l'occasione,
non solo autisti ma anche allevatori di animali, con
indubbio successo. Il boato delle nostre risate è stato
enorme: erano bellissimi, già in costume, ed era uno
spasso pensare a quei "fortunati" che li avevano
visti conciati così in autostrada! Qualche battuta con
i due nuovi arrivati e poi di nuovo al lavoro, fino
all'arrivo del resto della ciurma, che come sempre ha
mobilitato le costumiste e messo a dura prova la loro
pazienza: un vero incubo, perché tutti hanno la smania
di vestirsi, di fare presto, e chiamano di qua, di là,
in tremila. si rischia di andare giù di testa davvero.
Ma la giornata, per fortuna, è proseguita
poi all'insegna del divertimento, ormai più nostro che
dei passanti, grazie anche agli "attori" di
Imola, ragazzi che si sono improvvisati ladri, lebbrosi,
meretrici e venditori di cipolle un po' maldestri, suscitando
lo stupore e le risa dei visitatori.
Per tutta la giornata ci ha accompagnato
un sole cocente che ha provocato, nelle ore più dure,
anche un vero e proprio sciopero dei mercanti!
Il culmine della festa si è raggiunto,
però, durante la serata, quando sono arrivati i cortei
storici e i tiratori di tutti i rioni di Lugo, per un
totale di oltre 200 PERSONE! San Marino è stata movimentata,
in ogni suo angolo, dalla musica di chiarine e tamburini,
dal volteggiare delle bandiere, dalle grida di incitamento
dei Zarlador e dagli sforzi dei tiratori, che anche
lì hanno mostrato la solita grinta, per arrivare infine
alla premiazione nella suggestiva Cava dei Balestrieri,
dove facevano mostra di sé tutti i colori dei rioni
lughesi, grazie a una splendida sfilata di nobili e
alla parata dei tiratori.
La giornata, partita alle 9, si è conclusa
verso le 23: una bella sfacchinata, non c'è che dire,
anche se alla fine eravamo molto soddisfatti perché
ci rendevamo conto che tutto era andato per il meglio.
L'ammirazione e i complimenti da parte dei turisti sono
stati innumerevoli e anche le lodi da parte degli organizzatori
della festa hanno contribuito ad alleviare la stanchezza
del viaggio e del lavoro.
In particolare, ci hanno riempito di
orgoglio ed entusiasmato i riconoscimenti del regista,
Rob Budde. Temevamo molto il suo giudizio, invece eccoci
qui, all'inizio del 2001, con già alcune richieste da
parte del suo staff per una nostra eventuale partecipazione
a eventi in giro per l'Italia, addirittura all'interno
del castello più bello del nostro Paese: speriamo bene!
Un grazie di cuore, perciò, a tutti
coloro che hanno fatto in modo che questa manifestazione
riuscisse al meglio e che hanno permesso al nostro sogno
sammarinese di avverarsi.
Un grazie particolare, invece, agli
8 irriducibili che, a fine serata, hanno smontato il
mercatino e ricaricato il furgone, tra i quali merita
una menzione speciale Maso. Volete sapere perché? Correte
a leggere "L'angolo della Gina" e lo scoprirete!
Ottavia
Caravita e Barbara Fabbri
LA CAVEJA
DEL MILLENNIO
QUELLO CHE IMPORTA SONO I RISULTATI
La vincita del XXXI Palio della Caveja
ha riconfermato l'indiscussa superiorità del nostro
Rione in questa competizione.
Detto questo, ogni ulteriore commento
sarebbe superfluo, ma il clima che si è creato dopo
l'ultima edizione impone alcune riflessioni.
Il percorso storico che vorrei descrivere
si rifà agli inizi degli Anni '80, quando, a seguito
delle numerose vittorie del Rione Stuoie, si pensò di
modificare il regolamento introducendo l'uso di speciali
pedane di legno, in modo da rendere uniformi i campi
di tirata. Si diceva, infatti, che i nostri tiratori,
essendo dei "contadini", fossero avvantaggiati
nelle competizioni sulla terra nuda; eppure, i risultati
ottenuti in seguito dimostrarono ampiamente che Stuoie
si difendeva in modo egregio anche in questa "anomala"
circostanza.
Successivamente, il regolamento venne
modificato un'altra volta, introducendo la possibilità,
per i tiratori, di stare seduti in terra durante la
competizione. Ma, anche in quella nuova situazione,
i nostri tiratori ebbero la meglio; ricordo, anzi, con
estremo orgoglio, le quattro vittorie consecutive dal
1987 al 1990 e l'indimenticabile edizione del 1994,
dove vincemmo una "tirata" che durò la bellezza
di 51 minuti! Benché negli ultimi anni il regolamento
sia stato ulteriormente revisionato, assegnando penalità
maggiori ai tiratori che si sedevano in terra, il risultato
finale, guardando l'Albo d'oro del Palio della Caveja,
è rimasto immutato.
In molti ci chiedono i segreti per
creare una squadra come la nostra, ma la risposta è
molto semplice: è nell'amicizia che ci tiene uniti e
nello spirito di sacrificio che tutti gli anni ci porta
ad incontrarci per svolgere lunghi e faticosi allenamenti.
Senza dimenticare l'indispensabile presenza di due "personaggi"
come Smiccia e Gigi che, studiando continuamente nuove
strategie, ci mostrano come il tiro alla fune non sia
solo una questione di forza.
La sfida è comunque sempre aperta e
non saranno certo i futuri e repentini cambi del regolamento
a spaventarci.
La nostra è una fede: sempre e solo
. FORZA STUOIE!
Antonio Petralia
PS: il nostro Zarlador ringrazia tutti
i componenti della squadra per l'eccellente risultato
conseguito nell'ultima edizione del Palio della Caveja:
Smiccia, Claudio, Fiubet, Mauro, Fabio, Angelo, Andrea,
Franco, Luca, Petrone, Alberto, Alan, Massimo, Gabriele.
Un ringraziamento particolare va, inoltre,
ai "tecnici" Zenico e Gigetto.
SUL SET DELL'HANNIBAL
LECTER DI MADONNA DELLE STUOIE
Protagonisti: 8 chiarine principianti,
1 "mostro" della musica
CIAK, SI SUONA!
In una casa nei dintorni di Barbiano,
fredda e un po' isolata, i 9 protagonisti si riuniscono
periodicamente per cercare di accontentare il più possibile
il "mostro".
Il genio, con tono perentorio: Soldo
di cacio, vieni qui, fammi un mi!
Diego: midommdoo...
Il genio: Ma sei sicuro che sia un
mi?
Diego, un po' titubante: Sì, è. un
mi.
Il genio, con aria provocatoria: L'accendiamo?
Diego: Sì, l'accendiamo.
Il genio, cominciando ad alterarsi:
Nooo, soldo di cacio, era un do. 30 flessioni! Alice,
vieni qui, fammi un sol alto!
Alice: Sol.miii
Il genio, un po' deluso dalla sua pupilla:
Ma è questo il modo di suonare? Vuoi che telefoni al
tuo moroso e gli dica di dirti una nota da fare? No,
per ora solo 50 giri intorno alla Chiesa.
Daniele, fammi un do basso.
Daniele: dooooo.
Il genio, un po' rincuorato: Finalmente
uno che mi ascolta. Vai pure a posto. Annalisa, vieni
e fammi vedere cosa sai fare: un sol alto!
Annalisa: Miii.sooll. Scusa, scusa,
sono partita con un mi però dopo ho fatto un sol alto!
Il genio: Uhmm. va beh, ti sei salvata
a pelo quindi solo 10 flessioni. Lelino, vieni qui e
fammi un bel mi.
Lele: Dooo mi sol.
Il genio, ormai al limite della pazienza
e cominciando a sbraitare: Ma mi prendi per i fondelli?
Un mi, non un assortimento di note. 65 flessioni! Oh,
mamma mia. Sara, mia quasi ultima speranza. Vieni e
fammi un mi.
Sara: Miiiiii..
Il genio, in evidente stato di eccitazione:
Miracolo! Due persone che mi ascoltano! Vieni, Saverio,
e fammi un bel sol.
Saverio: Sol.dooo.
Il genio, con l'aria un po' sadica:
Hai finito con un do e la tua vita finirà con cento
giri intorno alla Chiesa. Ora tocca a te, Ornella. Vieni
e fammi la scala.
Ornella, titubando: Ma la chiarina
è pesante, mi fa male il braccio.
Il genio, con l'aria ancora più sadica:
Ah, ti fa male il braccio?! Ho io un modo per fartelo
passare: 50 flessioni! Bene, andiamo avanti.
A CAUSA DI PARTICOLARI TROPPO CRUENTI,
INTERROMPIAMO QUI LA SCENEGGIATURA DEL NOSTRO FILM.
Del resto, la fine non la vedrete al
cinema, né la leggerete tra le pagine di un libro: solo
alla piazza spetta l'arduo verdetto! Appuntamento, dunque,
al 5 maggio, con un NOTA BENE: comunque vada, ringraziamo
il nostro Maestro di chiarina per non averci ancora.
mangiato!
Diego Baroncini
ANCORA UN
ALTRO ANNO INSIEME.
Come ogni anno, eccomi di nuovo qui
a scrivere due righe a proposito del nostro fantomatico
gruppo tamburini.
Sinceramente, rispetto all'anno scorso,
non c'è molto da aggiungere: il gruppo ha perso, purtroppo,
qualche elemento per i motivi più disparati (matrimonio,
famiglia, lavoro o studio) e ne ha guadagnati alcuni,
oserei dire veramente validi.
Potrei azzardare, anche, che il gruppo,
in quest'ultimo anno, è maturato e, con esso, la consapevolezza
che se si vuole raggiungere un risultato (il minimo
sforzo, per il massimo esito!!), si può. Con profonda
gioia, sto notando, nei miei ragazzi, più entusiasmo,
più partecipazione agli allenamenti; insomma, in parole
povere, quello che ogni capo-tamburino sogna da sempre:
maggiori impegno e dedizione (non mancano gli "svarnaza
", ma non si può aver tutto dalla vita, vero??).
Per questo risultato, non finirò mai
di ringraziare tutto il gruppo e, in particolare, il
nostro "super-stra-fantastico" (con lui i
superlativi non sono mai troppi!) Maestro, Denis Zardi,
che anche quest'anno (ormai l'ottavo che trascorre con
noi) ci delizia delle sue presenza, amicizia, bravura,
per trascinare le folle. Non è per adulare, le cose
stanno proprio così: a volte il solo capo gruppo, o
il singolo tamburino, non riescono a rendere più coeso
il gruppo, ma se il maestro è un vero leader, capace
e carismatico, il raggiungimento di questo obiettivo
è praticamente assicurato.
L'anno 2001 non sarà affatto semplice:
i nostri avversari saranno pronti e agguerriti più che
mai, ma noi non ci tireremo certo indietro e mostreremo
i denti anche in questo Palio.
Forza, ragazzi, che ognuno dia il meglio
di sé, per iniziare il terzo millennio con un risultato
degno di nota.
Daniela
Miani
RINASCIMENTO IN
PASSERELLA
Sete, broccati e velluti resero unica
nel suo genere la moda rinascimentale.
Le donne, dee d'altri tempi scese sulla
terra per dare una ventata di raffinatezza ed eleganza
mai vista prima, indossavano abiti monumentali: gli
strascichi vertiginosi, le maniche ingombranti e i corsetti
audaci le facevano apparire come grandiosi statue, addolcite
però da stoffe spesso morbide e cadenti.
I fili, d'oro e d'argento, s'intrecciavano
con miriadi di perle dal biancore lunare e le acconciature,
impreziosite da pietre multicolori, incorniciavano i
visi candidamente imbellettati.
Non meno importanti erano gli uomini,
così alteri e sofisticati da apparire quasi intoccabili.
Con tuniche ampie adornate da inserti
di sontuosa pelliccia, e non solo, molte volte l'abito
maschile si coordinava magistralmente a quello della
donna, riproponendone i tratti essenziali, come i tessuti
e i ricami.
Lo stile, curato, ricco e ricercato,
non faceva altro che rispecchiare la cultura dell'epoca,
dove l'uomo stava attuando una vera e propria rivalutazione
personale.
Ancora oggi, la magia della moda rinascimentale
viene ripresa sulle passerelle moderne e anche in occasione
di feste e manifestazioni in cui il Rinascimento prende
vita, come potrebbe essere il nostro Palio.
Non stupitevi, quindi, se quest'anno,
durante la sfilata estense, troverete qualche novità!
Il nostro rione ha deciso di rinnovare il guardaroba,
inserendo nel corteo storico coppie con bambini al seguito
o personaggi differenti, come il chirurgo e il medico.
Al contrario dei medici attuali, queste
due figure non avevano un'uniforme specifica e indossavano
semplicemente un abito comune alla moda del periodo,
consistente in una tunica di varia lunghezza dalle ampie
maniche (che, a volte, finivano con un risvolto). Questi
abiti non erano molto ricchi, in quanto i medici non
solo non rientravano nella ristretta cerchia degli aristocratici,
figurando invece nella media borghesia, ma, soprattutto,
necessitavano di vestiti più pratici a causa della loro
professione.
Per quanto riguarda, invece, le coppie
di nobili, ci troviamo di fronte a vesti sontuose, ricche
e rese ancora più importanti da stupende stoffe stampate
e ricamate. Per rendere visibile la classe sociale di
appartenenza, anche i bambini venivano goffamente vestiti
come gli adulti, costringendoli in abiti che rubavano
alla loro età la semplicità del giocare.
Ancora oggi è tutt'altro che facile
realizzare certi tipi di abbigliamento, lo garantisco!,
ma per fortuna nel nostro Rione militano delle vere
artiste sartoriali che fanno miracoli e, con passione
e bravura, tramutano in possibile l'impossibile. Di
chi sto parlando? Ma della mitica Gigina, della bravissima
Elda e delle insuperabili Graziella e Emilia, naturalmente!
Vere e proprie manine d'oro, che realizzano abiti da
sogno, da fare invidia anche ad una nobile del Rinascimento!
Marica
Savioli
FILM ROSSOBLU
In occasione dei 500 anni della caduta
di Caterina Sforza si è svolta, nell'antica Rocca di
Imola(BO), risalente al 1259, una colossale rappresentazione
storica denominata "A.D. 2000 Intorno a Caterina".
Organizzata dall'Associazione Culturale Diablogues e
curata dal famoso regista Stefano Randisi, detta festa
ha avuto una grande risonanza nel mondo dello spettacolo.
Durante le celebrazioni, infatti, svoltesi nell'incantevole
scenario del giardino interno del castello, la Cosmograph
Film ha girato alcune scene cinematografiche e, per
l'occasione, il Rione Madonna delle Stuoie ha noleggiato
all'organizzazione 30 costumi da nobile (ora possiamo
dire che i nostri costumi sono stati indossati anche
durante un film, complimenti alle sarte!). Per tutti
noi rionali, la giornata del 23 aprile 2000 è stata
dunque una grande prova, non solo per il fatto di spostare
materialmente tutto il Rione all'interno del castello,
ma anche perché era il giorno di Pasqua. Ad ogni modo,
ciascuno di noi ha messo un grande impegno nel realizzare
questa "impresa", a cominciare da uno sparuto
gruppetto di ragazzi che, partiti al mattino presto
con tutto il materiale e gli animali, hanno dislocato
e montato il mercatino, impostato il guardaroba e accolto
i primi visitatori.
7 Sbandieratori, 6 Tamburini, 4 Chiarine,
12 Tiratori, 39 figuranti per il Mercatino di "Porta
Nuova", 1 Armato, 2 Chiromanti, 1 Boia, 1 Scrivano,
nonché 1 somara (poteva forse mancare la nostra Ginetta
Guerrini?!), 2 caprette, 2 conigli, 3 galline, 1 zizone,
per un totale di 73 persone e 9 animali, hanno portato
in scena i colori rossoblu del nostro Rione, tra le
mura di un incantevole scenario reso ancora più vivo
da uno splendido sole primaverile.
Alla riuscita di quello che, vista
la mobilitazione di forze, possiamo chiamare il "nostro"
spettacolo, hanno contribuito anche un gruppo di armati
specializzati in scrima medievale provenienti da Forlì
e una serie di figuranti del teatro di Imola, che si
aggiravano tra la gente e le mercanzie travestiti da
rapaci o altri animali piumati.
Con la complicità della notte, il successo
della manifestazione ha trovato il suo epilogo nel cortile
interno della Rocca: alla luce di fiaccole e braceri,
i nobili e i cortigiani hanno banchettato fino a tarda
ora, allietati dalle esibizioni di musici, saltimbanchi
e giocolieri. Intanto, il mercatino di Porta Nuova veniva
smontato, i rionali si toglievano i loro costumi di
scena e le luci si spegnevano. La Rocca salutava i suoi
protagonisti e il Rione tornava alla propria quotidianità.
Ma, forti del successone avuto durante quell'intensa
giornata di Pasqua, il 21 Maggio 2000 Fabio, Barbara
e Filippo sarebbero tornati nella splendida cornice
dei ciak "randisiani" per coniare numerosissime
monete recanti l'effigie di Caterina Sforza. Omaggio
sì alla prima protagonista storica della manifestazione,
ma anche al lavoro di tutti coloro che ne hanno permesso
la realizzazione, noi i primi.
Giancarlo
Farneti
CARO RIONE.
Il Rione Madonna delle Stuoie?! Nonostante
io viva nel quartiere, non lo conoscevo per niente.
Poi, lo scorso anno, Laura Barlotti ha insistito perché
partecipassi ad una delle uscite rionali. Da allora,
non sono più mancata! Sono stata accolta subito a braccia
aperte, mi sono trovata sempre molto bene e ho trascorso
giornate meravigliose e divertenti, in compagnia di
persone cordiali e simpaticissime.
La maga Enervana
BABBO NATALE A MADONNA DELLE STUOIE
La mattina di Natale, mentre mi accingevo
a fare la solita passeggiata per le strade del mio favoloso
quartiere nonostante il tempo più che impervio, ho scorto
in lontananza due strane figure con vestiti di colore
rosso e lunghe barbe bianche.
Incuriosito, mi sono avvicinato: in
qualità di Vice Doge, era mio dovere sincerarmi delle
azioni di quegli individui un po' strani e salvaguardare,
nel caso, il decoro e l'ordine pubblico del quartiere.
Rimanendo a una distanza tale per cui
i due soggetti non potessero scorgermi, ho notato che,
trainando un vistoso carretto pieno di strani pacchetti
colorati, entravano e uscivano da numerose abitazioni
del quartiere.
La situazione, che ancora non mi appariva
troppo chiara, mi ha fatto allarmare, costringendomi
a intervenire, ma, giunto in loro prossimità, i due
curiosi personaggi mi hanno accolto con un caloroso
OH!! OH!! OH!! Buon Natale!, che mi ha lasciato di stucco.
Con mio profondo stupore, misto a incredulità,
non ho potuto fare a meno di riconoscerli: erano due
Babbi Natale!!!!
Così, accantonando il mio scetticismo,
ho cominciato a bersagliarli di domande, a cui loro
hanno prontamente risposto.
Vice Doge: Come mai in giro per Lugo?
Babbo Natale 1: Per prima cosa, oggi
è il giorno di Natale e, quindi, dobbiamo consegnare
i regali ai bambini. Seconda cosa, noi non siamo in
giro per Lugo ma solo per Madonna delle Stuoie!
Vice Doge: Come!?!?!? Portate i regali
solo per Madonna delle Stuoie?!
Babbo Natale 2: Certo.
Vice Doge: E perché?!
Babbo Natale 1: Be', siamo stati contattati
dal consiglio direttivo del rione storico per portare
a tutti i bambini del quartiere i regali, ma, lo dobbiamo
ammettere, la verità è che siamo tifosi di Madonna delle
Stuoie. Sono troppo forti!! . Insomma, dai: non si lasciano
mai prendere da azioni cafone e violente, né verbali
né fisiche, al contrario di altri rioni che si comportano
così solo per invidia! Babbo Natale non può certamente
andare da loro, a meno che, in futuro, non si comportino
un po' meglio.se saranno più buoni, chi sa che non si
possa fare!
Vice Doge: Ma..mmmmm..spiegatemi più
in dettaglio questa collaborazione con il consiglio
direttivo.
Babbo Natale 2: Circa tre mesi fa,
il Direttore Tecnico di Stuoie, lei lo conosce bene,
no?, ci ha contattato per una collaborazione nel giorno
di Natale, proponendoci di consegnare i regali non con
la solita slitta e le renne, ma utilizzando un carretto
romagnolo addobbato di tutto punto con i colori rionali.
Come facevamo a sapere a chi recapitare i doni?! Anche
a questo ha pensato il Consiglio, mandando in tutte
le famiglie un comunicato che avvertiva di inviare i
regali non più al Polo Nord, a noi, col rischio che
andassero persi chissà dove, ma di portarli alla sede
del Rione, dove poi li avrebbero dati a noi per distribuirli
in tutte le case, nessuna esclusa. Così è andata: abbiamo
parcheggiato le renne poco fa e ora stiamo portando
a tutti i bambini i loro regali di Natale.
Vice Doge: Oh, stupendo! Una curiosità:
c'è un regalo che vi è stato chiesto più spesso di consegnare?
Babbo Natale 1: Sì, la videocamera!
Ci sembrava strano, ma pare che tra gli appassionati
del Palio sia molto in auge, così anche i rionali di
Stuoie vogliono tenersi aggiornati sulle tendenze degli
ultimi tempi, sa com'è. anzi, hanno detto che le rinnoveranno
in occasione della gara dei tiratori per la grande proiezione
in Ente Palio.
Vice Doge: Certo, certo. E come vi
sembra l'esperienza di consegnare regali, qui a Stuoie,
per ora?
Babbo Natale 1: Molto, molto positiva.
E poi ci darà l'occasione di fare del bene ulteriore,
grazie alle famiglie: i soldi che, infatti, vorranno
spontaneamente offrirci per il nostro servizio andranno
alla Croce Rossa Italiana di Lugo per l'acquisto di
una nuova ambulanza.
Vice Doge: Mi pare di capire che ripeterete
ancora, nei prossimi anni, questa avventura.
Babbo Natale 2: Sicuramente. Abbiamo
già accordi per gli anni futuri secondo le stesse modalità:
i regali dovranno essere recapitati presso la sede del
Rione e noi, nel giorno di Natale, li distribuiremo
a tutti i bambini, ma anche a tutte quelle persone che,
nonostante l'età, si sentono ancora giovani, mogli comprese!
Be', adesso dobbiamo proprio salutarla.
Molti bambini devono ancora ricevere i loro doni e noi
non possiamo proprio scontentarli.
Ah, solo un'altra cosa: FORZA, STUOIE!
Fabio
Savioli
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UN PROGETTO PER LA CONTESA ESTENSE
Nel mese di novembre 2000 è stato prodotto
per l'Ente Palio un progetto per la "Riqualificazione
e lo sviluppo della Contesa Estense Città di Lugo",
nel quale sono inserite molte novità che già dal prossimo
anno, in larga parte, potrebbero essere concretizzate.
Il progetto nasce dall'idea di compattare
un ciclo di manifestazioni che, con il calendario attuale,
partirebbero la settimana precedente a San Francesco
e terminerebbero la settimana successiva a S. Ilaro.
Quest'anno, ad esempio, si prevede la prima giornata
il 28 aprile e la conclusione il 20 maggio, per una
festa che appare così troppo lunga e dispersiva non
solo per la popolazione lughese, ma anche per gli atleti
che la "animano".
Pertanto, per gustare al meglio questi
momenti, si dovrebbe comprimere tutto in un pacchetto
di nove giorni (due week-end e le giornate intermedie).
Durante i fine settimana si disputerebbero le gare più
importanti, che caratterizzano tuttora la manifestazione,
mentre nelle altre si concretizzerebbero una serie di
attività collaterali per differenziare l'offerta culturale
del Palio. Mostre, conferenze culturali, concerti con
strumenti medioevali, raduni di gruppi storici e spettacoli
per ragazzi dovrebbero arricchire e rafforzare le già
consolidate gare dei Musici, degli Sbandieratori e della
Caveja.
Tutto dovrebbe legarsi alla festa del
nostro patrono S. Ilaro, e non più a San Francesco.
Questo cambiamento, se effettuato, porterebbe notevoli
benefici: si avrebbero date certe (il patrono si festeggia
tutti gli anni il 15 maggio), il clima sarebbe più favorevole
e gli atleti avrebbero più tempo per allenarsi all'aperto;
inoltre, per San Francesco rimarrebbe la Sagra (con
bancarelle e giostre), che verrebbe ovviamente rafforzata
di riflesso da altre attività ricreative quali concerti
e spettacoli.
Lo sviluppo del progetto è nato dalla
lettura di un testo sui festeggiamenti per il patrono
S.Ilaro, descritti minuziosamente in un manoscritto
di epoca medioevale custodito negli archivi dei Padri
Carmelitani, in cui si narra lo svolgimento della festa
con libagioni, cortei sacri, scoppio di botti.
Se il progetto di riqualificazione
del Palio dovesse andare in porto, durante la primavera
si avrebbero, a Lugo, due grandi periodi di festa, vicini
tra loro, ma distanti nella storia che rievocano: il
primo, legato a San Francesco di Paola (20 giorni dopo
la Pasqua), di ispirazione settecentesca; il secondo,
la Contesa Estense, legato al nostro Santo Patrono,
di stampo tardo medioevale, quasi rinascimentale.
Il cambiamento, se attuato, sarebbe
doloroso, ma consentirebbe a entrambe le manifestazioni,
con il contributo dell'Amministrazione Comunale, di
fare il "salto di qualità" che da anni tutti
auspicano. Perciò, quanti (associazioni e singoli cittadini)
vorranno collaborare alla discussione, elaborazione
e realizzazione di programmi definitivi, sono pregati
di mettersi in contatto con i Rioni lughesi o l'Ente
Palio, per rendere queste due feste, molto conosciute
e care ai lughesi, ancora più condivise e partecipate.
Andrea
Staffa
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