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ROSSO BLU 2001 : INDICE

ALLE SOGLIE DEL TERZO MILLENNIO

L'impegno che da sempre mi incombe è quello di dare voce ai bisogni e agli entusiasmi del nostro Rione, un rione che si impegna ogni giorno per arrivare comunque al Palio e avventurarsi nelle manifestazioni successive con la stoffa del protagonista. Farci conoscere meglio dai nostri rionali, dal nostro quartiere, dalla nostra città, è un imperativo morale ineludibile: dobbiamo far vedere chi siamo, dove vogliamo arrivare e, soprattutto, cosa possiamo fare. Perché oggi, grazie agli eccellenti collaboratori e consiglieri, la nostra organizzazione può creare una struttura molto competitiva e dalle fondamenta solide. Le persone che si sono rese sempre più disponibili, e che io ringrazio vivamente, hanno già dato al Rione Madonna delle Stuoie un'impronta di cambiamento e di qualità (basti leggere, più avanti, del rinnovo della sede o delle numerose manifestazioni a cui siamo chiamati), offrendo un potenziale in crescita sia a livello dirigenziale che operativo. Siamo pronti ad affrontare il palio del 2001, certi di ottenere anche quest'anno alcune importanti soddisfazioni. Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare tutti quelli che, ogni giorno, pensano e realizzano nuovi modelli per i costumi; i musici, indispensabile contributo in tutte le manifestazioni; gli sbandieratori che, pur in difficoltà, non smettono mai di lottare; i tiratori, impegnati a difendere la Caveja e, con lei, il prestigio del Rione; i nostri "mercanti" che, durante le manifestazioni, si adoperano per rallegrare le piazze di tutta Italia; i soci tutti, che contribuiscono alla crescita del nostro Rione. Vorrei che tutte queste persone, unite sotto la bandiera rossoblu, sappiano guardare bene e valutare i veri amici, perché credo fermamente che l'impresa-rione debba essere prima di tutto un modello di amicizia. Dobbiamo affrontare i pubblici più disparati e dar loro risposte positive sui nostri bisogni o sulle nostre scelte. Certo, non pretendiamo di incontrare il favore di tutti, ma ci auspichiamo che il nostro impegno possa dimostrare, coi fatti, di aver intrapreso la strada giusta, quella che ci condurrà con successo nel Terzo Millennio. Facciamo in modo, quindi, che il nostro Rione possa essere uno strumento adeguato per contribuire e superare certe situazioni di crisi che stiamo attraversando. Senza dimenticare che, per raggiungere questo obiettivo, non basta l'impegno di pochi: occorre ampliare la partecipazione e aprire le porte ai giovani. Sono loro, gli adulti di domani, i primi a cui far sentire cosa si muove dentro al Rione, affinché lo spirito di amicizia e di collaborazione che anima tutti noi possa essere anche il loro.

Il Capo Rione Renzo Marzari

 

 

  LA NOSTRA SEDE

È risorta la sede del Rione Malle Stuoie.

Dopo un'accurata imbiancata da parte dei nostri ragazzi, ci si è messi di impegno per rendere la sede, sita in Piazzale Gubbio 31, un ufficio funzionale e un luogo di ritrovo caldo e confortevole.

Con l'arrivo di nuovi armadi, è stato possibile archiviare per anno e categorie tutta la documentazione inerente al Palio estense e alle varie uscite, nonché le splendide foto, testimonianze delle molte occasioni di incontro. È nata così una piccola biblioteca arricchita da documenti storici su mercati medievali, abiti e attrezzature dell'epoca, in modo da tenerci sempre più aggiornati ed apparire più realistici nelle nostre esibizioni. Si è poi provveduto all'acquisto di un nuovo computer, per agevolare il Consiglio Direttivo nell'archiviazione dei dati. Sono sorti così un sito Internet (www.madonnadellestuoie.it) e una casella di posta elettronica (stuoie@libero.it), ma per i meno attrezzati dal punto di vista informatico esistono anche un telefono e un fax, rispondenti entrambi al numero 0545 31442.

Infine, per rendere ancora più famigliare e più bello il locale, sono state appese al muro molte foto in costume riferite a Palii e vittorie del passato, per ricordarci in ogni attimo che il gallo ha cantato, canta e canterà sempre.

Nicoletta Ferri

 

È TEMPO DI WEB

Se vi piace l'informatica in genere, avrete avuto anche voi la sensazione che il tempo, all'interno di questo mondo, viaggi ad una velocità maggiore. Se, per esempio, acquistate un computer oggi, state pur certi che tra un anno ne saranno usciti di molto più potenti, e lo stesso si può dire per tutto quello che vi orbita attorno, come ad esempio i programmi o le pagine pubblicate su Internet: non a caso, gli esperti del settore definiscono un anno web pari a tre mesi del calendario solare. Non vi stupisca, perciò, che il sito rionale pubblicato nel 1999, praticamente ieri, possa essere già ora considerato vecchio. Il tempo trascorso da allora ci ha messo a disposizione diversi strumenti, oggi facilmente utilizzabili, come ad esempio, invece del vecchio http://utenti.tripod.it/stuoie_lugo, un indirizzo più facile da ricordare: www.rionemadonnadellestuoie.it (ad un prezzo più che accettabile). Benché le idee per i nuovi argomenti da trattare si siano subito accavallate le une alle altre, noi preferiamo muovere un passo alla volta, cominciando a rendere più navigabile il sito già esistente, che nei concetti espressi è comunque tuttora attuale. Poi, con il tempo, lo arricchiremo, aggiornandolo con spunti sempre più interessanti e pubblicando le date di tutti gli appuntamenti che ci vedono impegnati, a partire dal programma del prossimo Palio.

Al momento, Madonna delle Stuoie vanta un primato speciale, dato che è l'unico Rione lughese a gestire questa semplice tecnologia: forse non è fondamentale, ma perché lasciarsi sfuggire questa occasione? Coraggio, ragazzi! Chi ha tempo non aspetti tempo.

Marica Savioli e Gian Luca Trioschi

 

SAN MARINO, IL DESIDERIO SI AVVERA!

Ricordi personali di un'esperienza indimenticabile

Ogni anno, nel periodo estivo, precisamente a metà luglio, meta privilegiata di migliaia e migliaia di turisti sono le Feste Medievali a San Marino. Salire sul Monte Titano in questo periodo significa poter respirare la cosiddetta "aria da Medioevo", equivale a vivere l'atmosfera di quei tempi: spettacoli e rappresentazioni rigorosamente in costume animano ogni più piccolo spazio. Tutte le volte che, tra i tanti turisti, c'eravamo anche noi ragazzi del Rione, pensavamo: "Come sarebbe bello fare un mercatino qui, ci pensate?!". Tutti custodivamo nel cuore questo grande desiderio, che coltivavamo con entusiasmo ma che, nonostante tutto, rimaneva sempre irrealizzato. Ma poi è giunto il 2000, anno di grandi innovazioni e di numerose manifestazioni. Come sempre, anche durante questo anno, il nostro amato Rione ha girovagato per l'Italia, dalle Alpi, ahimè piovose, alla pianura, dimostrando la consueta abilità e buona volontà e varcando, udite udite, il confine!!! Il desiderio si è avverato! Il regista che organizza le straordinarie feste medievali sammarinesi non solo ha voluto il nostro mercatino di Porta Nuova (noi accanto a quelli del Ponte di Ravenna, rinomatissimo gruppo storico specializzato in mercati medioevali. roba da non credere!), ma ha dedicato l'intera giornata del 19 luglio scorso al Palio della Caveja di Lugo, invitando anche il Rione Cento, il Rione Brozzi e il Rione Ghetto. Per l'occasione, noi di Stuoie abbiamo impiegato tutte le nostre forze: dalle solite 30/40 persone del mercato al gruppo storico con chiarine, tamburini e sbandieratori, dai fortissimi tiratori più in forma che mai ai nobili costumanti, senza dimenticare neppure gli animali, che fanno spesso da contorno per il divertimento dei bambini. Insomma, c'eravamo proprio tutti! A prima vista, pareva un impegno troppo grande, quasi insormontabile, ma poi, con infinita pazienza, molti incontri e soprattutto un'enorme dose di buona volontà, siamo riusciti a portare a termine, e con successo, il nostro incarico.

Quando ci eravamo messi a tavolino per discutere di questa uscita, le perplessità erano state tante: ci spaventava soprattutto l'idea di doverci confrontare con registi di fama mondiale, organizzatori di eventi speciali in tutto il mondo, persone come lo straordinario Rob Budde, con cui il nostro Direttore Tecnico, Andrea Staffa, era in contatto. Dopo alcune contrattazioni, il Rione Stuoie aveva deciso di partecipare e Andrea, con Giancarlo, Massimo e Fabio, avevano fatto anche alcuni sopralluoghi direttamente a San Marino per studiare come sistemare il mercatino, in quali luoghi collocare le bancarelle, che caratteristiche avevano gli stessi (ventilati, al sole, ecc.).

Nel frattempo, anche al Rione, tutti ci eravamo messi in movimento, distribuendo a ogni persona il proprio compito: alcuni dovevano sistemare le bancarelle, altri acquistare la cera, altri ancora il vino. Verso gli ultimi giorni, la tensione era veramente tanta. L'avventura è partita il 18 luglio, martedì sera, quando alcuni di noi (Andrea, Giancarlo, Massimo, Reggi, Ottavia, Lisa, Barbara e Nicoletta) sono partiti dalla sede con il furgone carico, non solo per godersi la splendida notte sammarinese, ma soprattutto per essere pronti, la mattina presto, quando tutti a S. Marino dormivano ancora ignari, a montare le bancarelle del mercatino entro le 8, altrimenti non sarebbe più stato possibile, una volta aperti i negozi, passare per le piccolissime viuzze del centro.

Il 19, data della manifestazione, la giornata non si preannunciava certo delle più tranquille: sveglia alle 6, colazione fugace e neppure troppo abbondante (1 pastina confezionata e 1 the in barattolo) e via, al lavoro!!!

Abbiamo raggiunto la piazza da allestire a mercato, scaricato il furgone, distribuito le bancarelle nello spazio a nostra disposizione, poi le due responsabili dei costumi (noi due, N.d.A.) sono scese nel teatro a sistemare i costumi, nell'attesa che arrivasse il resto del gruppo. Su e giù per la stessa stradina, più o meno una sessantina di volte: una bella ginnastica per le gambe, vi assicuriamo, tanto da ubriacarci di fatica!

Da metà mattinata in poi sono arrivati i rinforzi. Verso le 10, si è sentito in lontananza il raglio di un'asina impaziente sovrastata dal bofonchiare di un vecchio camioncino rosso, guidato dagli insuperabili papà Staffa e Ivo Melandri, improvvisatisi, per l'occasione, non solo autisti ma anche allevatori di animali, con indubbio successo. Il boato delle nostre risate è stato enorme: erano bellissimi, già in costume, ed era uno spasso pensare a quei "fortunati" che li avevano visti conciati così in autostrada! Qualche battuta con i due nuovi arrivati e poi di nuovo al lavoro, fino all'arrivo del resto della ciurma, che come sempre ha mobilitato le costumiste e messo a dura prova la loro pazienza: un vero incubo, perché tutti hanno la smania di vestirsi, di fare presto, e chiamano di qua, di là, in tremila. si rischia di andare giù di testa davvero.

Ma la giornata, per fortuna, è proseguita poi all'insegna del divertimento, ormai più nostro che dei passanti, grazie anche agli "attori" di Imola, ragazzi che si sono improvvisati ladri, lebbrosi, meretrici e venditori di cipolle un po' maldestri, suscitando lo stupore e le risa dei visitatori.

Per tutta la giornata ci ha accompagnato un sole cocente che ha provocato, nelle ore più dure, anche un vero e proprio sciopero dei mercanti!

Il culmine della festa si è raggiunto, però, durante la serata, quando sono arrivati i cortei storici e i tiratori di tutti i rioni di Lugo, per un totale di oltre 200 PERSONE! San Marino è stata movimentata, in ogni suo angolo, dalla musica di chiarine e tamburini, dal volteggiare delle bandiere, dalle grida di incitamento dei Zarlador e dagli sforzi dei tiratori, che anche lì hanno mostrato la solita grinta, per arrivare infine alla premiazione nella suggestiva Cava dei Balestrieri, dove facevano mostra di sé tutti i colori dei rioni lughesi, grazie a una splendida sfilata di nobili e alla parata dei tiratori.

La giornata, partita alle 9, si è conclusa verso le 23: una bella sfacchinata, non c'è che dire, anche se alla fine eravamo molto soddisfatti perché ci rendevamo conto che tutto era andato per il meglio. L'ammirazione e i complimenti da parte dei turisti sono stati innumerevoli e anche le lodi da parte degli organizzatori della festa hanno contribuito ad alleviare la stanchezza del viaggio e del lavoro.

In particolare, ci hanno riempito di orgoglio ed entusiasmato i riconoscimenti del regista, Rob Budde. Temevamo molto il suo giudizio, invece eccoci qui, all'inizio del 2001, con già alcune richieste da parte del suo staff per una nostra eventuale partecipazione a eventi in giro per l'Italia, addirittura all'interno del castello più bello del nostro Paese: speriamo bene!

Un grazie di cuore, perciò, a tutti coloro che hanno fatto in modo che questa manifestazione riuscisse al meglio e che hanno permesso al nostro sogno sammarinese di avverarsi.

Un grazie particolare, invece, agli 8 irriducibili che, a fine serata, hanno smontato il mercatino e ricaricato il furgone, tra i quali merita una menzione speciale Maso. Volete sapere perché? Correte a leggere "L'angolo della Gina" e lo scoprirete!

Ottavia Caravita e Barbara Fabbri

 

LA CAVEJA DEL MILLENNIO

QUELLO CHE IMPORTA SONO I RISULTATI

La vincita del XXXI Palio della Caveja ha riconfermato l'indiscussa superiorità del nostro Rione in questa competizione.

Detto questo, ogni ulteriore commento sarebbe superfluo, ma il clima che si è creato dopo l'ultima edizione impone alcune riflessioni.

Il percorso storico che vorrei descrivere si rifà agli inizi degli Anni '80, quando, a seguito delle numerose vittorie del Rione Stuoie, si pensò di modificare il regolamento introducendo l'uso di speciali pedane di legno, in modo da rendere uniformi i campi di tirata. Si diceva, infatti, che i nostri tiratori, essendo dei "contadini", fossero avvantaggiati nelle competizioni sulla terra nuda; eppure, i risultati ottenuti in seguito dimostrarono ampiamente che Stuoie si difendeva in modo egregio anche in questa "anomala" circostanza.

Successivamente, il regolamento venne modificato un'altra volta, introducendo la possibilità, per i tiratori, di stare seduti in terra durante la competizione. Ma, anche in quella nuova situazione, i nostri tiratori ebbero la meglio; ricordo, anzi, con estremo orgoglio, le quattro vittorie consecutive dal 1987 al 1990 e l'indimenticabile edizione del 1994, dove vincemmo una "tirata" che durò la bellezza di 51 minuti! Benché negli ultimi anni il regolamento sia stato ulteriormente revisionato, assegnando penalità maggiori ai tiratori che si sedevano in terra, il risultato finale, guardando l'Albo d'oro del Palio della Caveja, è rimasto immutato.

In molti ci chiedono i segreti per creare una squadra come la nostra, ma la risposta è molto semplice: è nell'amicizia che ci tiene uniti e nello spirito di sacrificio che tutti gli anni ci porta ad incontrarci per svolgere lunghi e faticosi allenamenti. Senza dimenticare l'indispensabile presenza di due "personaggi" come Smiccia e Gigi che, studiando continuamente nuove strategie, ci mostrano come il tiro alla fune non sia solo una questione di forza.

La sfida è comunque sempre aperta e non saranno certo i futuri e repentini cambi del regolamento a spaventarci.

La nostra è una fede: sempre e solo . FORZA STUOIE!

Antonio Petralia

 

PS: il nostro Zarlador ringrazia tutti i componenti della squadra per l'eccellente risultato conseguito nell'ultima edizione del Palio della Caveja: Smiccia, Claudio, Fiubet, Mauro, Fabio, Angelo, Andrea, Franco, Luca, Petrone, Alberto, Alan, Massimo, Gabriele.

Un ringraziamento particolare va, inoltre, ai "tecnici" Zenico e Gigetto.

 

SUL SET DELL'HANNIBAL LECTER DI MADONNA DELLE STUOIE

Protagonisti: 8 chiarine principianti, 1 "mostro" della musica

CIAK, SI SUONA!

In una casa nei dintorni di Barbiano, fredda e un po' isolata, i 9 protagonisti si riuniscono periodicamente per cercare di accontentare il più possibile il "mostro".

Il genio, con tono perentorio: Soldo di cacio, vieni qui, fammi un mi!

Diego: midommdoo...

Il genio: Ma sei sicuro che sia un mi?

Diego, un po' titubante: Sì, è. un mi.

Il genio, con aria provocatoria: L'accendiamo?

Diego: Sì, l'accendiamo.

Il genio, cominciando ad alterarsi: Nooo, soldo di cacio, era un do. 30 flessioni! Alice, vieni qui, fammi un sol alto!

Alice: Sol.miii

Il genio, un po' deluso dalla sua pupilla: Ma è questo il modo di suonare? Vuoi che telefoni al tuo moroso e gli dica di dirti una nota da fare? No, per ora solo 50 giri intorno alla Chiesa.

Daniele, fammi un do basso.

Daniele: dooooo.

Il genio, un po' rincuorato: Finalmente uno che mi ascolta. Vai pure a posto. Annalisa, vieni e fammi vedere cosa sai fare: un sol alto!

Annalisa: Miii.sooll. Scusa, scusa, sono partita con un mi però dopo ho fatto un sol alto!

Il genio: Uhmm. va beh, ti sei salvata a pelo quindi solo 10 flessioni. Lelino, vieni qui e fammi un bel mi.

Lele: Dooo mi sol.

Il genio, ormai al limite della pazienza e cominciando a sbraitare: Ma mi prendi per i fondelli? Un mi, non un assortimento di note. 65 flessioni! Oh, mamma mia. Sara, mia quasi ultima speranza. Vieni e fammi un mi.

Sara: Miiiiii..

Il genio, in evidente stato di eccitazione: Miracolo! Due persone che mi ascoltano! Vieni, Saverio, e fammi un bel sol.

Saverio: Sol.dooo.

Il genio, con l'aria un po' sadica: Hai finito con un do e la tua vita finirà con cento giri intorno alla Chiesa. Ora tocca a te, Ornella. Vieni e fammi la scala.

Ornella, titubando: Ma la chiarina è pesante, mi fa male il braccio.

Il genio, con l'aria ancora più sadica: Ah, ti fa male il braccio?! Ho io un modo per fartelo passare: 50 flessioni! Bene, andiamo avanti.

A CAUSA DI PARTICOLARI TROPPO CRUENTI, INTERROMPIAMO QUI LA SCENEGGIATURA DEL NOSTRO FILM.

Del resto, la fine non la vedrete al cinema, né la leggerete tra le pagine di un libro: solo alla piazza spetta l'arduo verdetto! Appuntamento, dunque, al 5 maggio, con un NOTA BENE: comunque vada, ringraziamo il nostro Maestro di chiarina per non averci ancora. mangiato!

Diego Baroncini

 

ANCORA UN ALTRO ANNO INSIEME.

Come ogni anno, eccomi di nuovo qui a scrivere due righe a proposito del nostro fantomatico gruppo tamburini.

Sinceramente, rispetto all'anno scorso, non c'è molto da aggiungere: il gruppo ha perso, purtroppo, qualche elemento per i motivi più disparati (matrimonio, famiglia, lavoro o studio) e ne ha guadagnati alcuni, oserei dire veramente validi.

Potrei azzardare, anche, che il gruppo, in quest'ultimo anno, è maturato e, con esso, la consapevolezza che se si vuole raggiungere un risultato (il minimo sforzo, per il massimo esito!!), si può. Con profonda gioia, sto notando, nei miei ragazzi, più entusiasmo, più partecipazione agli allenamenti; insomma, in parole povere, quello che ogni capo-tamburino sogna da sempre: maggiori impegno e dedizione (non mancano gli "svarnaza ", ma non si può aver tutto dalla vita, vero??).

Per questo risultato, non finirò mai di ringraziare tutto il gruppo e, in particolare, il nostro "super-stra-fantastico" (con lui i superlativi non sono mai troppi!) Maestro, Denis Zardi, che anche quest'anno (ormai l'ottavo che trascorre con noi) ci delizia delle sue presenza, amicizia, bravura, per trascinare le folle. Non è per adulare, le cose stanno proprio così: a volte il solo capo gruppo, o il singolo tamburino, non riescono a rendere più coeso il gruppo, ma se il maestro è un vero leader, capace e carismatico, il raggiungimento di questo obiettivo è praticamente assicurato.

L'anno 2001 non sarà affatto semplice: i nostri avversari saranno pronti e agguerriti più che mai, ma noi non ci tireremo certo indietro e mostreremo i denti anche in questo Palio.

Forza, ragazzi, che ognuno dia il meglio di sé, per iniziare il terzo millennio con un risultato degno di nota.

Daniela Miani

 

 

RINASCIMENTO IN PASSERELLA

Sete, broccati e velluti resero unica nel suo genere la moda rinascimentale.

Le donne, dee d'altri tempi scese sulla terra per dare una ventata di raffinatezza ed eleganza mai vista prima, indossavano abiti monumentali: gli strascichi vertiginosi, le maniche ingombranti e i corsetti audaci le facevano apparire come grandiosi statue, addolcite però da stoffe spesso morbide e cadenti.

I fili, d'oro e d'argento, s'intrecciavano con miriadi di perle dal biancore lunare e le acconciature, impreziosite da pietre multicolori, incorniciavano i visi candidamente imbellettati.

Non meno importanti erano gli uomini, così alteri e sofisticati da apparire quasi intoccabili.

Con tuniche ampie adornate da inserti di sontuosa pelliccia, e non solo, molte volte l'abito maschile si coordinava magistralmente a quello della donna, riproponendone i tratti essenziali, come i tessuti e i ricami.

Lo stile, curato, ricco e ricercato, non faceva altro che rispecchiare la cultura dell'epoca, dove l'uomo stava attuando una vera e propria rivalutazione personale.

Ancora oggi, la magia della moda rinascimentale viene ripresa sulle passerelle moderne e anche in occasione di feste e manifestazioni in cui il Rinascimento prende vita, come potrebbe essere il nostro Palio.

Non stupitevi, quindi, se quest'anno, durante la sfilata estense, troverete qualche novità! Il nostro rione ha deciso di rinnovare il guardaroba, inserendo nel corteo storico coppie con bambini al seguito o personaggi differenti, come il chirurgo e il medico.

Al contrario dei medici attuali, queste due figure non avevano un'uniforme specifica e indossavano semplicemente un abito comune alla moda del periodo, consistente in una tunica di varia lunghezza dalle ampie maniche (che, a volte, finivano con un risvolto). Questi abiti non erano molto ricchi, in quanto i medici non solo non rientravano nella ristretta cerchia degli aristocratici, figurando invece nella media borghesia, ma, soprattutto, necessitavano di vestiti più pratici a causa della loro professione.

Per quanto riguarda, invece, le coppie di nobili, ci troviamo di fronte a vesti sontuose, ricche e rese ancora più importanti da stupende stoffe stampate e ricamate. Per rendere visibile la classe sociale di appartenenza, anche i bambini venivano goffamente vestiti come gli adulti, costringendoli in abiti che rubavano alla loro età la semplicità del giocare.

Ancora oggi è tutt'altro che facile realizzare certi tipi di abbigliamento, lo garantisco!, ma per fortuna nel nostro Rione militano delle vere artiste sartoriali che fanno miracoli e, con passione e bravura, tramutano in possibile l'impossibile. Di chi sto parlando? Ma della mitica Gigina, della bravissima Elda e delle insuperabili Graziella e Emilia, naturalmente! Vere e proprie manine d'oro, che realizzano abiti da sogno, da fare invidia anche ad una nobile del Rinascimento!

Marica Savioli

 

FILM ROSSOBLU

In occasione dei 500 anni della caduta di Caterina Sforza si è svolta, nell'antica Rocca di Imola(BO), risalente al 1259, una colossale rappresentazione storica denominata "A.D. 2000 Intorno a Caterina". Organizzata dall'Associazione Culturale Diablogues e curata dal famoso regista Stefano Randisi, detta festa ha avuto una grande risonanza nel mondo dello spettacolo. Durante le celebrazioni, infatti, svoltesi nell'incantevole scenario del giardino interno del castello, la Cosmograph Film ha girato alcune scene cinematografiche e, per l'occasione, il Rione Madonna delle Stuoie ha noleggiato all'organizzazione 30 costumi da nobile (ora possiamo dire che i nostri costumi sono stati indossati anche durante un film, complimenti alle sarte!). Per tutti noi rionali, la giornata del 23 aprile 2000 è stata dunque una grande prova, non solo per il fatto di spostare materialmente tutto il Rione all'interno del castello, ma anche perché era il giorno di Pasqua. Ad ogni modo, ciascuno di noi ha messo un grande impegno nel realizzare questa "impresa", a cominciare da uno sparuto gruppetto di ragazzi che, partiti al mattino presto con tutto il materiale e gli animali, hanno dislocato e montato il mercatino, impostato il guardaroba e accolto i primi visitatori.

7 Sbandieratori, 6 Tamburini, 4 Chiarine, 12 Tiratori, 39 figuranti per il Mercatino di "Porta Nuova", 1 Armato, 2 Chiromanti, 1 Boia, 1 Scrivano, nonché 1 somara (poteva forse mancare la nostra Ginetta Guerrini?!), 2 caprette, 2 conigli, 3 galline, 1 zizone, per un totale di 73 persone e 9 animali, hanno portato in scena i colori rossoblu del nostro Rione, tra le mura di un incantevole scenario reso ancora più vivo da uno splendido sole primaverile.

Alla riuscita di quello che, vista la mobilitazione di forze, possiamo chiamare il "nostro" spettacolo, hanno contribuito anche un gruppo di armati specializzati in scrima medievale provenienti da Forlì e una serie di figuranti del teatro di Imola, che si aggiravano tra la gente e le mercanzie travestiti da rapaci o altri animali piumati.

Con la complicità della notte, il successo della manifestazione ha trovato il suo epilogo nel cortile interno della Rocca: alla luce di fiaccole e braceri, i nobili e i cortigiani hanno banchettato fino a tarda ora, allietati dalle esibizioni di musici, saltimbanchi e giocolieri. Intanto, il mercatino di Porta Nuova veniva smontato, i rionali si toglievano i loro costumi di scena e le luci si spegnevano. La Rocca salutava i suoi protagonisti e il Rione tornava alla propria quotidianità. Ma, forti del successone avuto durante quell'intensa giornata di Pasqua, il 21 Maggio 2000 Fabio, Barbara e Filippo sarebbero tornati nella splendida cornice dei ciak "randisiani" per coniare numerosissime monete recanti l'effigie di Caterina Sforza. Omaggio sì alla prima protagonista storica della manifestazione, ma anche al lavoro di tutti coloro che ne hanno permesso la realizzazione, noi i primi.

Giancarlo Farneti

 

CARO RIONE.

Il Rione Madonna delle Stuoie?! Nonostante io viva nel quartiere, non lo conoscevo per niente. Poi, lo scorso anno, Laura Barlotti ha insistito perché partecipassi ad una delle uscite rionali. Da allora, non sono più mancata! Sono stata accolta subito a braccia aperte, mi sono trovata sempre molto bene e ho trascorso giornate meravigliose e divertenti, in compagnia di persone cordiali e simpaticissime.

La maga Enervana

 

BABBO NATALE A MADONNA DELLE STUOIE

La mattina di Natale, mentre mi accingevo a fare la solita passeggiata per le strade del mio favoloso quartiere nonostante il tempo più che impervio, ho scorto in lontananza due strane figure con vestiti di colore rosso e lunghe barbe bianche.

Incuriosito, mi sono avvicinato: in qualità di Vice Doge, era mio dovere sincerarmi delle azioni di quegli individui un po' strani e salvaguardare, nel caso, il decoro e l'ordine pubblico del quartiere.

Rimanendo a una distanza tale per cui i due soggetti non potessero scorgermi, ho notato che, trainando un vistoso carretto pieno di strani pacchetti colorati, entravano e uscivano da numerose abitazioni del quartiere.

La situazione, che ancora non mi appariva troppo chiara, mi ha fatto allarmare, costringendomi a intervenire, ma, giunto in loro prossimità, i due curiosi personaggi mi hanno accolto con un caloroso OH!! OH!! OH!! Buon Natale!, che mi ha lasciato di stucco.

Con mio profondo stupore, misto a incredulità, non ho potuto fare a meno di riconoscerli: erano due Babbi Natale!!!!

Così, accantonando il mio scetticismo, ho cominciato a bersagliarli di domande, a cui loro hanno prontamente risposto.

Vice Doge: Come mai in giro per Lugo?

Babbo Natale 1: Per prima cosa, oggi è il giorno di Natale e, quindi, dobbiamo consegnare i regali ai bambini. Seconda cosa, noi non siamo in giro per Lugo ma solo per Madonna delle Stuoie!

Vice Doge: Come!?!?!? Portate i regali solo per Madonna delle Stuoie?!

Babbo Natale 2: Certo.

Vice Doge: E perché?!

Babbo Natale 1: Be', siamo stati contattati dal consiglio direttivo del rione storico per portare a tutti i bambini del quartiere i regali, ma, lo dobbiamo ammettere, la verità è che siamo tifosi di Madonna delle Stuoie. Sono troppo forti!! . Insomma, dai: non si lasciano mai prendere da azioni cafone e violente, né verbali né fisiche, al contrario di altri rioni che si comportano così solo per invidia! Babbo Natale non può certamente andare da loro, a meno che, in futuro, non si comportino un po' meglio.se saranno più buoni, chi sa che non si possa fare!

Vice Doge: Ma..mmmmm..spiegatemi più in dettaglio questa collaborazione con il consiglio direttivo.

Babbo Natale 2: Circa tre mesi fa, il Direttore Tecnico di Stuoie, lei lo conosce bene, no?, ci ha contattato per una collaborazione nel giorno di Natale, proponendoci di consegnare i regali non con la solita slitta e le renne, ma utilizzando un carretto romagnolo addobbato di tutto punto con i colori rionali. Come facevamo a sapere a chi recapitare i doni?! Anche a questo ha pensato il Consiglio, mandando in tutte le famiglie un comunicato che avvertiva di inviare i regali non più al Polo Nord, a noi, col rischio che andassero persi chissà dove, ma di portarli alla sede del Rione, dove poi li avrebbero dati a noi per distribuirli in tutte le case, nessuna esclusa. Così è andata: abbiamo parcheggiato le renne poco fa e ora stiamo portando a tutti i bambini i loro regali di Natale.

Vice Doge: Oh, stupendo! Una curiosità: c'è un regalo che vi è stato chiesto più spesso di consegnare?

Babbo Natale 1: Sì, la videocamera! Ci sembrava strano, ma pare che tra gli appassionati del Palio sia molto in auge, così anche i rionali di Stuoie vogliono tenersi aggiornati sulle tendenze degli ultimi tempi, sa com'è. anzi, hanno detto che le rinnoveranno in occasione della gara dei tiratori per la grande proiezione in Ente Palio.

Vice Doge: Certo, certo. E come vi sembra l'esperienza di consegnare regali, qui a Stuoie, per ora?

Babbo Natale 1: Molto, molto positiva. E poi ci darà l'occasione di fare del bene ulteriore, grazie alle famiglie: i soldi che, infatti, vorranno spontaneamente offrirci per il nostro servizio andranno alla Croce Rossa Italiana di Lugo per l'acquisto di una nuova ambulanza.

Vice Doge: Mi pare di capire che ripeterete ancora, nei prossimi anni, questa avventura.

Babbo Natale 2: Sicuramente. Abbiamo già accordi per gli anni futuri secondo le stesse modalità: i regali dovranno essere recapitati presso la sede del Rione e noi, nel giorno di Natale, li distribuiremo a tutti i bambini, ma anche a tutte quelle persone che, nonostante l'età, si sentono ancora giovani, mogli comprese!

Be', adesso dobbiamo proprio salutarla. Molti bambini devono ancora ricevere i loro doni e noi non possiamo proprio scontentarli.

Ah, solo un'altra cosa: FORZA, STUOIE!

Fabio Savioli

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UN PROGETTO PER LA CONTESA ESTENSE

Nel mese di novembre 2000 è stato prodotto per l'Ente Palio un progetto per la "Riqualificazione e lo sviluppo della Contesa Estense Città di Lugo", nel quale sono inserite molte novità che già dal prossimo anno, in larga parte, potrebbero essere concretizzate.

Il progetto nasce dall'idea di compattare un ciclo di manifestazioni che, con il calendario attuale, partirebbero la settimana precedente a San Francesco e terminerebbero la settimana successiva a S. Ilaro. Quest'anno, ad esempio, si prevede la prima giornata il 28 aprile e la conclusione il 20 maggio, per una festa che appare così troppo lunga e dispersiva non solo per la popolazione lughese, ma anche per gli atleti che la "animano".

Pertanto, per gustare al meglio questi momenti, si dovrebbe comprimere tutto in un pacchetto di nove giorni (due week-end e le giornate intermedie). Durante i fine settimana si disputerebbero le gare più importanti, che caratterizzano tuttora la manifestazione, mentre nelle altre si concretizzerebbero una serie di attività collaterali per differenziare l'offerta culturale del Palio. Mostre, conferenze culturali, concerti con strumenti medioevali, raduni di gruppi storici e spettacoli per ragazzi dovrebbero arricchire e rafforzare le già consolidate gare dei Musici, degli Sbandieratori e della Caveja.

Tutto dovrebbe legarsi alla festa del nostro patrono S. Ilaro, e non più a San Francesco. Questo cambiamento, se effettuato, porterebbe notevoli benefici: si avrebbero date certe (il patrono si festeggia tutti gli anni il 15 maggio), il clima sarebbe più favorevole e gli atleti avrebbero più tempo per allenarsi all'aperto; inoltre, per San Francesco rimarrebbe la Sagra (con bancarelle e giostre), che verrebbe ovviamente rafforzata di riflesso da altre attività ricreative quali concerti e spettacoli.

Lo sviluppo del progetto è nato dalla lettura di un testo sui festeggiamenti per il patrono S.Ilaro, descritti minuziosamente in un manoscritto di epoca medioevale custodito negli archivi dei Padri Carmelitani, in cui si narra lo svolgimento della festa con libagioni, cortei sacri, scoppio di botti.

Se il progetto di riqualificazione del Palio dovesse andare in porto, durante la primavera si avrebbero, a Lugo, due grandi periodi di festa, vicini tra loro, ma distanti nella storia che rievocano: il primo, legato a San Francesco di Paola (20 giorni dopo la Pasqua), di ispirazione settecentesca; il secondo, la Contesa Estense, legato al nostro Santo Patrono, di stampo tardo medioevale, quasi rinascimentale.

Il cambiamento, se attuato, sarebbe doloroso, ma consentirebbe a entrambe le manifestazioni, con il contributo dell'Amministrazione Comunale, di fare il "salto di qualità" che da anni tutti auspicano. Perciò, quanti (associazioni e singoli cittadini) vorranno collaborare alla discussione, elaborazione e realizzazione di programmi definitivi, sono pregati di mettersi in contatto con i Rioni lughesi o l'Ente Palio, per rendere queste due feste, molto conosciute e care ai lughesi, ancora più condivise e partecipate.

 

Andrea Staffa

 

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