| Palio della Caveja
A differenza delle normali gare di tiro alla fune,
che si svolgono tra due squadre poste una di fronte all'altra,
quella del Palio della Caveja è, forse, unica nel suo
genere in Italia, perché è disputata da quattro
squadre contemporaneamente, che difendono i colori
dei quattro Rioni della Città e sono composte ognuna
da sei tiratori. La competizione si svolge nel cuore della
nostra Città, "Il Pavaglione"
Al centro del campo di gara viene posto un
tavolo quadrato, di due metri per lato, sul quale
è posta una robusta ruota in legno e ferro da carro
agricolo, nel cui mozzo è infilata una "CAVEJA".
Dalla ruota, posta al centro del tavolo, partono quattro robuste
corde disposte a croce e perpendicolarmente ai lati del tavolo.
Le quattro squadre, rappresentanti i quattro Rioni Lughesi,
afferrano Ia corda ed al "via", dato da un colpo
di pistola, producono il loro sforzo, cercando di far cadere
Ia ruota con Ia Caveja dal proprio lato. La gara si disputa
in sei tornate, durante le quali ogni Rione fronteggia direttamente
per due volte gli atri tre Rioni: al vincitore
d'ogni tirata sono attribuiti tre punti,
a quello che gli sta di fronte e che ha ceduto zero punti
ed infine due punti agli altri due. Se durante le sei tirate
nessuna squadra riesce a prevalere, sono effettuati spareggi
fra i Rioni in parità, sino a determinare il vincitore.
La competizione si svolge nel cuore della
nostra Città, "Il Pavaglione"
(la prima loggia fu costruita nel 1585 dagli
Estensi ad uso di mercato del baco da seta e della Fiera,
poi completato come oggi si vede nel 1783) che è un
grande quadriportico, costruito su un'area di circa un ettaro
(tratto da "l'eco della contesa")
Volete maggiori informazioni su quale fosse
originariamente l'uso della caveja? Cliccate
qui
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18 Mag 2002 il giorno prima della tirata
veniva scritto
E' proprio bello
questo spazio virtuale
ricco di parole e rime sul mondo medioevale.
Non credevo che questo grande rione
vantasse cantori di tal intensa passione.
Allora... miei
dolci e aitanti menestrelli
dai versi mistici, allegri e snelli
narrate al mondo, del rione, le avventure
quelle passate, le presenti e le future.
Per il momento
perō č importante ricordare
che siamo forti e ce la possiamo fare.
Si sa, ci vuole impegno e tanta convinzione
per l'onore del nostro grande "gonfalone".
Un "urrā"
in coro per i nostri tiratori
che sono e saranno sempre i migliori.
Allora... tutti uniti per una nuova vittoria!
Tutti insieme per una domenica di gloria!
Grazia
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