Specchio
specchio delle mie brame, chi è la più
bella del reame? Chissà se qualche dolce
donzella se lo sia mai domandato, già all’epoca
in cui le potenti Signorie si spartivano le terre…
Dopo pochi istanti di meditazione, la risposta ci sorge
spontanea: di sicuro, per il semplice motivo che la
vanità è sempre stata tale!
È così che è nata la bella iniziativa
della Soave Creatura.
L'iniziativa nasce da un'idea di Massimiliano
Costa, per rievocare una tradizione in uso già
nel '400 quando, in occasione della festa patronale,
i Frati Carmelitani consegnavano una
dote alla ragazza più bisognosa; questo criterio
di scelta ha oggi subito qualche doveroso adattamento:
primo, perché per sposarsi non è più
necessaria una dote e, poi, perché al "redditometro"
sono subentrati altri parametri con i quali sottoporre
a giudizio le partecipanti.
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Le prove.
Portamento, dizione e abilità
sono diventati così i tre campi in cui
si affrontano le pretendenti al titolo di Soave
Creatura, sapientemente giudicate da una commissione
degna dei migliori concorsi, formata da poeti, maestri
di danza, esperti di lessico e….fioristi. La prova
di abilità, consiste nell’intrecciare ghirlande
di fiori; per la dizione viene invece recitata una poesia
del 1454 di Agnolo Poliziano, mentre per il portamento
occorre sfilare sulla piazza, tentando di ignorare la
tensione per i riflettori e i mille sguardi puntati
addosso.
Le 9 concorrenti,
ognuna rigorosamente accompagnata da una madrina, si
esibiscono nella serata tra musiche, danze, canti medioevali
e applausi della folla accorsa nell’incantato
scenario della Rocca Estense.
La giuria, decreta
la vincitrice, per somma di voti. La Soave Creatura,
quindi, merita la dote offerta in premio e consegnata
dal Frate Carmelitano Padre Luigi Stoppa.
Un ringraziamento particolare all’Ente Palio e
a tutti i suoi collaboratori per la rinnovata formula,
nella speranza che non possa far altro che crescere
e migliorarsi.
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