La
Caveja.
Per ottenere una Caveja dagli anelli musicali,
era necessario disporre di un acciaio che si saldasse facilmente,
che non fondesse né si screpolasse sotto i colpi del
martello, e sopportasse, infine, una temperatura elevata,
pur conservando la sua durezza. Un buon fabbro sapeva "sbozzare",
da una verga d'acciaio, uno stelo lungo circa 70 centimetri,
cercando di riscaldare il metallo il minor numero di volte
possibile.
La saldatura fra le due parti della Caveja (stelo e pagella)
richiedeva il riscaldamento dello stelo a forte temperatura,
ed una temperatura più bassa per la pagella. I due
pezzi venivano quindi uniti accostando le relative parti incandescenti
e battuti ripetutamente fino a completa saldatura.
La seconda fase della lavorazione consisteva nel modellare
la Caveja sull'incudine secondo la tradizione magico-religiosa
e iconografica ed il tipo di destinazione cui essa era realizzata.
Funzione lavorativa.
La Caveja aveva il compito di bloccare il
giogo, portato da due bovini, al timone di aratri, carri,
erpici, con funzione di frenata (evitava lo slittamento in
avanti del timone); il caviotto (piccola Caveja senza pagella)
aveva il compito di bloccare giogo e timone nel traino (evitava
lo slittamento all'indietro del timone).
La funzione simbolico-rituale.
Riconoscere il sesso del nascituro
La reggitrice si fa il segno della croce e con la Caveja in
mano compie tre giri attorno alla partoriente. Al termine
pone la Caveja su di un piedistallo, accende una candela,
e si pone in osservazione dell'ondulare degli anelli: se per
primi si fermeranno quelli di destra, nascera` un maschio,
se quelli di sinistra una femmina.
Placare i temporali
All'arrivo del temporale un uomo di casa solleva la Caveja
al cielo e grida: "Novli, Novli, ande` lunten!"
(Nubi, Nubi, andate lontano!).
Durante la settimana Santa
Come vengono legate le campane delle chiese, il Giovedi` Santo,
vengono legati gli anelli delle caveje fino al Sabato Santo.
Per la difesa delle messi
Al mattino del giorno successivo alla semina, di buon ora,
si andava sui campi destinati al grano, con una croce di canna
e una Caveja. Si piantava la croce (si toglieva solo alla
fine del raccolto) e si alzava la Caveja al cielo facendola
"suonare" per scacciare, con il suono degli anelli,
le forze negative pericolose per le messi.
Difesa degli sposi
All'arrivo sull'aia della casa dello sposo, dopo la cerimonia
religiosa, amici e parenti alzavano grida stridule, sparavano
in aria, producevano rumore con ferraglie, impugnavano uno
o piu` caveje facendone emettere il suono. L'atto era considerato
purificatorio per gli spazi della casa.
La cattura delle api
Si attende che uno sciame si stacchi da un alveare; a questo
punto si fa suonare la Caveja per attirare le api nel luogo
desiderato per la cattura.
Contro la fattura
Si pone un anello, staccato dalla Caveja, sul capo del colpito,
facendo un segno della croce e pronunciando, per tre volte
consecutive, una formula di rito per indurre il maleficio
ad entrare nel cerchio dell'anello; allora si getta l'anello
nel fuoco per liberarlo dalla forza negativa.
questo articolo è una gentile concessione
del:
Museo
Etnografico degli Usi e Costumi della Gente di Romagna
Per vedere la pagina originale
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Piatto
o Vanga raffigurante simbolo agreste, casata
o stemma araldico della città. Le caveje emiliane
si differenziano da quelle romagnole per l'applicazione
alla sommità della piastra di borchie di ottone
a scopo decorativo. L'artefice generalmente incide
le proprie iniziali e il millesimo. Il cuore o la
croce erano i simboli più ricorrenti e significavano
amore e propiziazione. |
Anella di grandezze diverse per
ottenere suoni differenti. Mai saldata completamente.
In caso di una sola anella viene detta "Caveja
povera". Alcuni ritengono che il numero delle
anella si riferiscono alla quantità di buoi
che trainano il carro.
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Appoggio formato da un cuscinetto
di stoffa o cuoio per aumentare le vibrazioni. Anelle
grandi producono suoni gravi mentre anelle piccole
suoni acuti.
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| Asta in ferro:
barra lunga, dritta o modellata. A volte decorata
con motivi geometrici o floreali, ottenuta picchiando
a freddo il ferro con martello, con incisore circolare
oppure con scalpellino. E' il perno tra il timone
e il giogo. |
La nomenclatura della caveja è stata tratta dal
testo caveja di Giovanni Manzoni.
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